Rai3 si scaglia contro il gioco d’azzardo

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gioco d'azzardo in televisione

E rieccoci, ancora una volta, a parlare di gioco d’azzardo e di sistemi di pagamento accettati dai casino online in televisione: e precisamente sulla terza rete della Rai dove Luciana Littizzetto, che “gestisce” insiene a Fabio Fazio la trasmissione “Che tempo che fa”, nuovamente si scaglia contro il gioco pubblico, sottolineando particolarmente nei confronti della pubblicità del settore: “Una cosa che non capisco, è la moda dei calciatori di fare da sponsor del gioco d’azzardo e del poker online”. Ma sul punto neppure Fazio fa un passo indietro e sottolinea come il gioco sia un “fenomeno terribile che staziona in un Paese dove esiste una ludopatia pazzesca”.

Littizzetto, poi, non contenta di essersi scagliata contro il gioco, aggiunge le sue personali considerazioni morali: la prima delle quali è che non sembra giusto che i calciatori, notoriamente categoria priva di problematiche economiche, si mettano a pubblicizzare una malattia, supportando questa sua esternazione con dati, di cui non si dichiara la fonte, ma che risultano quantificare in circa un milione le persone “malate di ludopatia” a causa del poker online. E qui si deve denunciare una imprecisione di base che, comunque, passa ugualmente attraverso lo schermo televisivo: il poker online è esattamente quel segmento di gioco meno seguito, rappresenta infatti solo il 5% del mercato del gioco ed è pure in diminuzione, e quindi non “può supportare” una “roba che devasta migliaia di persone”.

Se si può considerare che una persona pubblica faccia bene a parlare di gioco d’azzardo e del suo abuso, sembra però alquanto utile che lo faccia con espressioni più esatte, mirate e sopratutto che non ”spari cifre a casaccio”, sopratutto relativamente ad un disagio che certamente coinvolge parecchie persone che non riescono a relazionarsi con il gioco in modo corretto, ma che ne subiscono le conseguenze negative faendosi coinvolgere dal gioco compulsivo. Quindi, in sostanza si può parlare (bene o male) di qualcosa che si conosce, anche se in maniera non profonda, ma quando si tratta di un discorso “forte” come quello del gioco problematico, posto che non sia la televisione il luogo per “sputare sentenze” o “gettare mangime ai pesci” forse bisognerebbe agire molto più in coscienza e con idee più realistiche e sopratutto con discorsi fondati.

A corollario delle esternazioni della Littizzetto si aggiungono ancora considerazioni di Fabio Fazio che, a sua volta, tira in ballo anche le slot machine ed i migliori bonus dei casino online, sottolineando quanto sia inaudito che le “macchinette” si trovino nei bar frequentati dai ragazzi e che va anche a toccare il “tormentone” dei distanziometri, argomento abbastanza scottante persino in Conferenza Unificata. Qui invece, in una televisione pubblica, si affronta “superficialmente questo argomento di grande attualità e di difficile soluzione: argomento non certo da affrontare in uno spettacolo televisivo con tutto il rispetto per i due conduttori.

Oltre a questa estemporanea manifestazione personale dei due personaggi televisivi di Rai 3 si sottolinea che, tanto per scagliarsi contro il gioco pubblico, con una pioggia di emendamenti relativa al decreto Milleproroghe si fanno richieste che vanno a “risvegliare” anche il mondo del gioco con la richiesta di un aumento del Preu per le apparecchiature da intrattenimento: per aumentarlo quindi al 6,5% sulle Videolottery e destinarlo al finanziamento della indennità di disoccupazione e portandolo al 19,4% per le “famigerate macchinette”. Anche questo è uno “scagliarsi contro il gioco”… o no?

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